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Sul revival della vita dei Cosacchi in Russia
Un revival cosacco sta prendendo piede nel sud della Russia che per piú
di un secolo é stato un bastione di questa cultura. Durante i settant'anni
di predominio sovietico, i Cosacchi, discendenti dei tartari, furono soppressi.
Alcuni furono anche imprigionati e trucidati. Le loro terre vennero confiscate,
le loro uniformi proibite, le scuole cosacche furono chiuse. Ma adesso,
i Cosacchi possono camminare impettiti per le strade di villaggi e cittá
indossando i loro indumenti militari, coi loro copricapo di pelle di pecora,
gli stivali per cavalcare e le sciabole. Per i risorgenti Cosacchi il
futuro é la riscoperta del passato pre-revoluzionario quando lo
Zar era lo Zar e la Russia era ancora un impero e il comunismo semplicemente
un oscuro movimento politico. Il collasso dell'Unione Sovietica ha dato
inizio a questa rinascita che Yeltsin ha appoggiato con un decreto presidenziale,
che include la formazione di un nuovo ministero per le questioni cosacche.
Una stima ufficiale del numero dei Cosacchi in Russia é difficile
da fare. Ce ne erano piú di quattro milioni durante l'impero russo
prima della rivoluzione bolscevica. Dati correnti stimano che vivano quasi
un milione di Cosacchi in Russia. Questo servizio a parte mostrare la
vita in generale di questo popolo, si concentra su due tipiche famiglie
cosacche da tre generazioni. Gli Onuchkos che vivono nella stanista (tradizionale
villaggio cosacco) di Brukhovetskaya, nella steppa di Kuban e la famiglia
Vechekkin nella cittá di Bokovskaya nella famosa regione del Don,
nella Russia Centrale. Attraverso i loro rituali e le tradizioni nella
loro vita quotidiana, il reportage mostra un intimo ritratto di questa
preziosa cultura all'inizio di questo nuovo secolo.
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