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Gruppo Waiting For Pabloita
Ogni anno ritornare ad Oaxaca mi riempie di gioia per il fascino che
ha la città, le commoventi festività che fotograferemo e per
le dolci memorie che conservo dei workshop passati.
Amo anche la sfida d’esprimere attraverso la fotografia i due elementi
essenziali della nostra esistenza: la vita e la morte.
Più fotografo e più mi rendo conto che le mie immagini parlano
di questa profonda dicotomia.
Un altro piccolo gruppo, totalmente imbevuto della stessa spiritualità descritta
nel workshop peruviano.
Il gruppo Waiting for Pablo prende il suo nome dal mio stampatore un
po’ smemorato e disorganizzato. Ma alla fine ci ha fatto tanta simpatia
che abbiamo deciso di dedicare al suo imprevedibile modus operandi il nome
del corso. Sono sicuro che sorriderà quando leggerà queste parole.
I due studenti non potevano essere più diversi e allo stesso tempo così vicini
nel loro comune desiderio d‘apprendere, di rompere dagli schemi fotografici
precostituiti, di voler sentire i propri soggetti sotto la pelle.
Ci siamo divertiti tanto, abbiamo scoperto nuovi soggetti da fotografare,
fatto una selezione stringata del loro lavoro.
Ho anche scoperto in Joyce e Juan due grandi editori del mio lavoro.
Su loro richiesta, gli ho mostrato il mio progetto cubano. La loro perspicacia,
l'abilità d’articolare le proprie opinioni, le critiche costruttive
mi hanno convito ad eliminare alcune immagini, e addirittura a cambiare parte
della sequenza.
Un giorno Joyce mi ha detto: “Ernesto credo che queste immagini siamo
veramente importanti. Non vedo l’ora di vederle pubblicate. Hai mai pensato
che cosa succederebbe se morissi prima che il libro vedesse luce? Sono trasalito.
Non avevo una risposta precisa da darle. L’inusuale domanda mi ha fatto
ponderare sulla fragilità della nostra esistenza, sulla vita e sulla
morte, che erano esattamente i temi della nostra ricerca, della mia vita fotografica.
Mi chiedevo se le sue parole volevano essere un avviso, una rivelazione o era
un semplice pensiero senza un messaggio sottointeso? Non amo parlare di profezie.
Non sono attaccato a questo tipo di cose. Non voglio sapere dove incomincia
e dove termina la linea della mia vita.
Ho semplicemente sorriso. Le ho risposto che ho sufficienti dosi d’ottimismo
per credere che in una maniera o nell’altra il libro sarà pubblicato
nel momento opportuno. Il tempo dirà. Il mio testamento per il futuro.
EB
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